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Storioni e anguille tornano a ripopolare l’area sud del Delta del Po

18/05/2016 |  Sabato 21 maggio sarà una giornata speciale perché si festeggia la Giornata Mondiale delle specie ittiche migratrici (World Fish Migration Day). Sarà l’occasione per numerosi esemplari di storione cobice e di anguilla europea  di ritornare nell’area sud del Delta del Po all’interno delle acque della Provincia di Ravenna.

Ci
rca 100 esemplari giovanili di storione cobice (Acipenser naccarii) e 500 giovanili di anguilla (Anguilla anguilla) verranno reintrodotti in natura all’interno del fiume Reno, nel tratto terminale del percorso fluviale, presso la Scala di risalita di Volta Scirocco, e nel tratto terminale del fiume Lamone, in prossimità dell’Oasi di Punte Alberete.

Il Centro di Ricerca universitario di Cesenatico (Corso di Laurea in Acquacoltura e Igiene dei Prodotti Ittici) dell’Università di Bologna, secondo quanto richiesto dagli indirizzi del regolamento europeo delle specie ittiche in via d’estinzione, ha avviato già da tempo ricerche e sperimentazioni volte alla conservazione e alla gestione delle popolazioni di anguilla e storione. Entrambe le specie, infatti, sono a rischio e iscritte alla red list dell’International Union of Conservation of Nature (IUCN).


“Quella dello storione dell’adriatico è
una specie scomparsa nei nostri ambienti naturali romagnoli. Per questo motivo l’Università già da alcuni anni ha dato avvio ad un programma di reintroduzione in natura di questa specie grazie a finanziamenti comunitari (BeNatur LIFE) ottenuti dalle Amministrazioni provinciale e comunale  di Ravenna e alla collaborazione del Parco del Ticino e dei parchi del gruppo Costa Edutainment area Romagna: Acquario di Cattolica e Oltremare a Riccione” spiega il dott. Oliviero Mordenti, ricercatore dell’Università di Bologna,  capofila del progetto.

“Forse non tutti sanno che anche l’anguilla europea è un pesce protetto - continua il ricercatore - e proprio per questo anche su questa specie l’Università lavora su progetti di riproduzione indotta e su programmi di ripopolamento grazie a contributi della Regione Emilia-Romagna e donazioni da parte di associazioni (Capannisti di Ravenna)”.

G
li animali che verranno liberati il 21 maggio provengono dalle vasche dell’Acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione, che collaborano da diversi anni con i ricercatori di Cesenatico e le amministrazioni ravennati nell’ambito di progetti di reintroduzione di specie ittiche.

L’iniziativa, a cui hanno fattivamente aderito le Associazioni
FIPSAS ed ARCIPESCA-FISA di Ravenna, è stata concordata con l’Associazione dei Capannisti (i pescatori sportivi che occupano i tradizionali capanni sul Delta del Po), i quali diventeranno i “guardiani” dell’area ed in caso di catture provvederanno a contattare gli esperti dell’Università per le valutazioni sullo stato di accrescimento e salute degli animali.  L’obiettivo è quello di creare una sorta di nursery naturale in un area a sud del Delta del Po.

All’interno del progetto di salvaguardia e tutela delle specie a rischio estinzione, curato dai parchi Costa Edutainment, “Salva una specie in pericolo” (nato nel 2010) per sensibilizzare e educare il pubblico alla conservazione, alla gestione responsabile degli ambienti e alla conoscenza degli animali, rientra anche il progetto ‘CHE STORIONE’.

“Il progetto vede protagonisti l’Acquario di Cattolica, il Parco Oltremare, l’Università di Bologna e il Comune di Ravenna. Ha l’obiettivo di valorizzare le realtà e gli enti che si impegnano concretamente e attivamente nella tutela e nella salvaguardia delle specie minacciate come storione e anguilla, oltre a pinguini, api, squali, tartarughe marine, delfini, fenicotteri e testuggini (www.salvaunaspecie.it)”
sostiene il dott. Cristiano Da Rugna, responsabile Acquariologia Costa Edutainment.

Sabato 21 maggio ore 8,30 partenza dal Parco Oltremare di Riccione. Trasferimento degli storioni dalle vasche espositive a quelle di trasporto. In seguito verrà raggiunta la sede universitaria di Cesenatico. Trasferimento delle anguille dalle vasche sperimentali a quelle di trasporto. Arrivo previsto alle 10,30 presso l’Oasi di Punte Alberete (zona fiume Lamone) per il rilascio dei giovanili di anguilla. Trasferimento presso la diga di Volta Scirocco (zona fiume Reno) ore 11,30 per il rilascio degli storioni.
 

La storia

Una volta i corsi fluviali della Romagna erano ricchi di storioni che “risalivano” dal mare per la riproduzione e di anguille che, per lo stesso motivo, scendevano dai fiumi per intraprendere il lungo viaggio verso il Mar dei Sargassi. Purtroppo nel corso degli ultimi 50 anni per lo storione, e 20 anni per l’anguilla, a causa dell’inquinamento, della pesca indiscriminata e delle modificazioni dei corsi dei fiumi che ne impediscono la migrazione riproduttiva, le popolazioni hanno vissuto un declino inesorabile che ha portato in tutta l’area la totale scomparsa dello storione ed una forte riduzione dell’anguilla. 

Lo storione cobice ha uno scheletro in prevalenza cartilagineo, scudi ossei lungo il corpo al posto delle squame, coda eterocerca come quella degli squali e quattro barbigli vicino alla bocca che è rivolta verso il basso. È una specie “anadroma” che vive in mare in prossimità degli estuari e migra risalendo i fiumi per riprodursi. Gli adulti dello storione possono raggiungere due metri di lunghezza e 80 kg di peso; raggiungono la maturità sessuale tra i 5 e i 16 anni (20 e 30 Kg di peso) e, mentre i maschi si possono riprodurre ogni anno, le femmine hanno intervalli di riproduzione di 2 o 3 anni producendo anche oltre un milione di uova.  Di indole placida si nutrono di crostacei ed insetti e da adulti anche di piccoli pesci che riescono a catturare anche nelle acque limacciose dei fiumi.

L’anguilla europea ha uno scheletro osseo, dalla classica forma di serpente e ricoperta da abbondante muco che la rende notoriamente viscida. Le femmine adulte possono superare i 2 kg di peso ed il metro di lunghezza mentre i maschi rimangono di piccole dimensioni non superando i 200g di peso. La maturità sessuale avviene non prima dei 5-6 anni raggiunta la quale intraprende il lungo viaggio di migliaia di chilometri per raggiungere il Mar dei Sargassi, riprodursi e poi morire. Le forme larvali e giovanili impiegano oltre due anni per tornare nelle coste del Mediterraneo e risalire i fiumi.  Specie carnivora che si nutre di crostacei e di piccoli pesci. 

 

 



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